In uscita il 21 giugno 2026 il n.77 - Estate 2026
 

SPECIALI 
10 Alfonso Vinci (1915-1992) Pendolare tra la vita primitiva e la civiltà
23 La fimmìna cun la valiséta La levatrice di Piateda Erminia Compagnoni
29 Racconti di Oreste Forno Ul pumèl di cristéri
32 Diario (critico) dalle Olimpiadi
39 Racconti di Bruno Galli-Valerio Figure d'insetti
42 Gran traversata del Màsino Per vie mitiche d'arrampicata

ALPINISMO
50 Val Màsino Un giretto tra i catapicchi minori
58 Valmalenco Cresta Güzza (m 3869)
73 Orobie Punta di Scais (m 3038) e il caso Mambretti

ESCURSIONISMO
86 Orobie Gran galoppata delle Orobie (1-1)
99 Valchiavenna Mutàsc Còla Camoscéra
109 Alta Valtellina Cima di Solda (m 3376)
113 Approfondimenti Rifugio Casati
 
RUBRICHE
116 Dove si va?
118 Natura Junior Niki Valtura e la talpa
122 Flora Scarpetta di Venere
126 Funghi Parrucca e trombetta
129 Oggetti di una volta Tritafoglie
131 Foto dei lettori
138 Ricette della nonna Insalata di portulaca


EDITORIALE
di Beno
«La sua soddisfazione è il nostro miglior premio!»* sembran dire gli autoparlanti del computer che m’ha appena chiesto l’ennesima password, poi sul cellulare arriva un sms contenente un pin segretissimo di 6 cifre da trascrivere, quindi spulcio l’agendina di carta per cercare lo smartpin, che non è il nome dialettale dell’oggetto del nostro concorso “Ma ch’èl”, ma un altro tipo di credenziale segreta - solo 5 cifre stavolta - da fornire nel passaggio successivo. Step, mi correggo. Il tutto per garantire un’inattaccabile sicurezza. 

Poi mi viene ordinato di “produrre un codice OTP dispositivo”. «Zufolando nell’avvisatore, si attiva un circuito ipsilon di rigore», premo un bottone e sullo schermo, dopo aver immesso un’altra volta lo smartpin, compaiono 6 numeri segretissimi da non comunicare a nessuno e trascrivere, questa volta entro trentaquattro secondi. Trentratre, trentadue, trentuno... Ce l’ho fatta! Ho effettuato un bonifico da 18 euro. 

Coi peli delle braccia su dritti, intimo a Gioia di dire a chi mi cercherà oggi pomeriggio che «Il dottor Tomas non è in sede » e vado giù di sotto a spaccar legna per sedare la rabbia scaturita dall’esser costretto, come prassi del mondo post-Covid, a compiere una sequenza di azioni ripetitive senza senso. Le solite “semplificazioni grazie alla tecnologia” che si traducono nel lievitare del numero di mosse sceme da eseguire con aggeggi aggiornati all’ultima versione per espletare compiti fino a qualche anno fa indubbiamente più svelti. Se li avessero lasciati così, mica mi annoiavo! 

 «La sua soddisfazione è il nostro miglior premio!», esclamo al quarto ceppo pieno di nodi che smezzo al primo colpo. Che diamine, io so bene cosa mi gratifica. Diritto alla privacy, diritto alla digitalizzazione, diritto a internet veloce, diritto alla salute intesa come diagnostica continua, diritto a pagare con la carta di credito e tutti quei diritti a cose scritte in inglese di cui, se non mi fossero state imposte surrettiziamente o con campagne di terrore, non avrei mai avvertito alcun bisogno, anche perché stento a capire addirittura cosa siano; mi è chiaro solamente che hanno un costo. 

Voglio invece disporre del mio tempo, del mio spazio, voglio tornare complice della natura che mi circonda, aver fiducia nelle mie capacità, saper creare qualcosa con le mie mani. E se non è perfetto chi se ne frega, almeno l’ho fatto io. Voglio vivere le amicizie e la montagna senza il filtro della tecnologia: senza cellulare, senza navigatori satellitari, senza diavolerie che a suon di ossessivi cicalini costringono in un perenne stato di allerta, accompagnato, per devastante e velocissima assuefazione, da quel senso di smarrimento che vedo, ad esempio, negli occhi di escursionisti finiti in una zona senza campo o con le batterie del loro dispositivo scariche.  

Voglio e, anche se non ne abbiamo più diritto, lo faccio lo stesso, ben guardandomi da chi dice «La sua soddisfazione è il nostro miglior premio!».  

 

* È la frase che in Vieni avanti cretino (film comico del 1982 diretto da Luciano Salce e interpretato da Lino Banfi) il dottor Tomas, titolare di una fabbrica di cibernetica, ripete al neoassunto Pasquale Baudaffi dopo avergli assegnato un nuovo, piccolo, assurdo e alienante compito.  «Tutto qui!», mansioni semplici, banali, ma che andando a sommarsi portano Pasquale a saturazione. Egli gradualmente sviluppa gli stessi tic nervosi da cui è afflitto il dottor Tomas, fino a deflagrare in una plateale crisi di nervi. 


Hanno collaborato a questo numero:
Adele Mori, Alessandra Morgillo, Angelo Binocoletto, Beno, Bruno Mazzoleni, Carlo Nani, Corrado Lucini, Davide Combarolli, Dicle, Edj Polinelli, Fausto De Bernardi, Fabio Pusterla, Flavio Casello,  Giuliano Giacomella, Filippo Greco, Filippo Sironi, Gabriele Fusetti, Giacomo Meneghello, Gioia Zenoni, Giovanni Rovedatti, Giuseppe Forno, Jean Malka, Jenny Andreola, Kim Sommerschield, Luciano Bruseghini, Marco Bettomè, Mario Pagni, Marino Amonini, Marzia Possoni,  Matteo Galbiati, Matteo Tarabini, Mauro Premerlani, Melchiorre Pizzitola,  Oreste Forno, Paolo Iunco, Paolo Marciandi, Riccardo Scotti, Raffaele Occhi, Roberto Ganassa, Roberto Moiola, Stefano Roverato, Thomas Ruberto e Tiziano Azimonti.
 
Si ringraziano inoltre:
Avis Comunale di Sondrio, Andrea Sem, Bruno Mazzi, Giordano Gusmeroli, Giuliana Gaburri, Luciano Giannitrapani (archivio Arnaldo Moreo), Mariella Tavelli, Mario Sertori, Michele Comi, l’Ufficio federale di topografia Swisstopo per render pubbliche e fruibili importantissime documentazioni storiche, tutti gli intervistati e quelli che ci hanno accompagnato nelle gite, i/le top model, la Tipografia Bonazzi, gli edicolanti che ci aiutano nel promuovere la rivista, gli sponsor che credono in noi e in questo progetto... e tutti quelli che ho dimenticato di citare.
 
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