Mario Gianatti

Giacomo MeneghelloSono nato a Sondrio l'11 febbraio 1985, nell'anno dell'ultima grande neve, ma ho sempre vissuto a Montagna.

Subito il mio sguardo è catturato dall'incanto delle nostre belle Alpi. Spesso mi chiedevo se mai avrei trovato il modo di guardare il mondo, la mia terra, da un'altra prospettiva. Cominciai, così, a fantasticare. Mentre gli altri ragazzini giocavano a calcio, io disegnavo montagne, alte e immacolate. E sognavo. L'inviolata piramide del pizzo Rodes, la strapiombante dolomitica cresta di Reit.

In passato ho praticato diversi sport a livello amatoriale, culminati col ciclismo e nella corsa su strada (mezzofondista) tra il 2000 e il 2002. Sulle due ruote scoprivo posti nuovi, imparavo a conoscere il mio paese: scorci che solo attraverso i racconti dei miei compagni avevo vissuto. Le suole si consumavano per le centinaia di chilometri macinate lungo la panoramica, ma l'allenamento costante fruttò anche le prime soddisfazioni sui pedali (Montagna-bocchetta di Mara e passo dello Stelvio, 2001).

Qualche anno dopo, l'amore innato per la montagna, l'abitudine alla fatica e il gusto per la sfida m'avrebbero indotto sulla via dell'escursionismo, verso traguardi lontani e desolati, lungi da una società sempre più viziata e corrotta. L'interminabile salita fra i severi precipizi che portano all'Ables inaugurava una lunga serie di ascensioni. Udire il vento fischiare fra i ghiacci, torrioni e rottami, guardare la Luna scansare le ultime luci del Sole al tramonto, il gelido e angusto bivacco, la sagoma nera del monte Cristallo nella notte infinita, sentire il silenzio più forte, lontano dagli altri, lontano da tutti, amplifica l'inconscia sensazione di appartenenza allo spazio grandioso, nel trionfo di un primordiale senso di libertà.

Volendo o no, per tre anni, le mie sortite da eremita si risolvono ogni settimana a Milano, dove studio all'università tra il 2004 e il 2007. Durante il triennio maturo l'esperienza autodidatta nel campo della meteorologia, sfociata nella collaborazione con il portale “Meteo Piateda”, nonché nella gestione di un osservatorio meteorologico amatoriale dal 2007. Fin dal suo esordio, collaboro con la rivista trimestrale “Le montagne divertenti”, per la quale divento responsabile della cartografia nel 2010, mentre l'omonimo sito Internet di alpinismo/escursionismo ospita diverse mie pubblicazioni nella sezione dedicata all'alta Valtellina. Nel fine settimana trovo anche il tempo per dedicarmi alla musica techno/trance come compositore, tra il 2006 e il 2008.

Parallelamente, la passione per il disegno sfocia nel crescente interesse verso la fotografia. Terminato l'obbligo di frequenza a Milano, in attesa di laurearmi (ottobre 2010, “I cambiamenti climatici nel XX secolo nelle Alpi di Livigno”) presto collaborazione continuata presso lo studio fotografico di mio fratello a Sondrio (fino al 2009), sia occasionalmente come fotografo freelance, così pure per altri professionisti. L'arte d'immortalare non si ferma alle pagine di cronaca, di costume, di vita quotidiana, ma diventa strumento integrante per i miei studi, della meteorologia, delle scalate; specchio delle emozioni che solo il cielo, la montagna e la natura sanno trasmettere. Nel 2012 ho partecipato al progetto "Archivio Corti" col restauro di oltre 200 immagini e lastre stereoscopiche e la creazione dei rispettivi anaglifi in 3D. Attualmente collaboro presso un'agenzia fotografica specializzata in eventi sportivi.
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