In uscita il 21 marzo 2026 il n.76 - Primavera 2026
 

SPECIALI 
10 Il mio amico Caspöc' Un camoscio con gli sci
46 Racconti di Oreste Forno Cose che non accadranno più
50 Viaggi nella provincia di Sondrio Ribelli in difesa di tradizione e identità
57 Racconti di Bruno Galli-Valerio I roditori

ALPINISMO
60 Val Fontana Cima dei Motti (m 2778)
68 Orobie Cima occidentale di Caronella (m 2850)
76 Alta Valtellina Mota Granda (m 2717) e monte Sattaron (m 2716)
85 Valchiavenna Nell’abisso della Meriggiana

ESCURSIONISMO
98 Valmalenco Un anello per la Bosio
108 Valchiavenna Attorno all’Acquafraggia
116 Approfondimenti Tre stagioni all'Acquafraggia
119 Orobie Tra val  Bondone e val Caronella
124 Approfondimenti Agosto 1944: alle baite dell’Aial
 
RUBRICHE
127 Viaggi Navigare sul Mekong
134 Natura junior Niki Valtura e l'istrice
138 Flora Narciso
142 Funghi San Giorgio e lo spione
145 Oggetti di una volta Incudine da calzolaio
147 Le foto dei lettori
152 Giochi
154 Ricette della nonna Merighe


EDITORIALE
di Beno
Previsioni che si son rivelate castronerie ne ho pensate, dette e scritte tante.

 Qualora formulate per eccesso di pessimismo, la smentita mi porta addirittura sollievo, ma se, al contrario, è l’ottimismo ad avermele indotte, la scoperta dell’errore è doppiamente amara. Inebriato da un prolungato effluvio di ottimismo pensai, dissi e scrissi che la carta stampata non sarebbe mai morta, in quanto baluardo di chi è nauseato dalle contraffazioni della rete, a partire dai motori di ricerca che mostran solo ciò che voglion mostrare, per arrivare all’intelligenza artificiale che fornisce informazioni frequentemente fantasiose e fuorvianti. 
Mi basavo su due punti fermi. Primariamente davo per scontato che ci fosse un’etica ferrea in chi fa contenuti destinati alla stampa. Quindi ritenevo che, anche se questa si fosse corrotta, si sarebbe potuto comunque contare sull’innato istinto di sopravvivenza che induce a diffidare della macchina esplicitamente costruita per rimpiazzarti.  
Invece ho visto coi miei occhi che la carta stampata sta diventando anch’essa supporto per diffondere contenuti dell’intelligenza artificiale fatti passare per farina del proprio sacco. Fra le idiote giustificazioni che ho sentito addurre, queste: «Ho scritto un libro in poche ore e senza sbattimenti: basta che dici all’IA gli argomenti e i destinatari, poi lei pensa a tutto; fai fare automaticamente la grafica e puoi dedicarti ad altro. Vuoi mettere che incredibile risparmio di costo e tempo si ha nel far generare foto e disegni? Non devi nemmeno andare a Cervinia per fare le foto di Cervinia!» 
Perciò chi fa ricerca - o è semplicemente un lettore attento - sta finendo col fidarsi delle sole pubblicazioni cartacee ante 2025; evitando le successive perché potrebbero contenere falsità di vario genere, come fatti mai accaduti, seppur testimoniati da immagini verosimili, o anche dati scientifici inventati, ma proposti con un linguaggio del tutto professionale. 
In sintesi, con l’indiscutibile furbizia di chi sta tagliando il ramo su cui è seduto, una larga fetta di giornalisti, scrittori, grafici e fotografi sta tradendo il proprio pubblico e con ciò sta condannando non solo la carta stampata, ma l’intera informazione a morte. Contro questo harakiri non posso fare niente; la strada è tracciata, ma questa rivista ne starà ostinatamente alla larga.  
Posso perciò garantirvi che il mio amico Caspöc’, al quale a dieci anni dalla scomparsa dedico questo numero, non è frutto di nessun algoritmo generativo, ma un fuoriclasse che faceva cose incredibili senza metterle in mostra. Un “selvatico” che ho avuto come compagno in fantastiche avventure e che ora porto dentro di me: i suoi insegnamenti mi fanno da sprone nei momenti difficili e il ricordo del suo entusiamo fanciullesco è ancora innesco di quell’irrefrenabile desiderio di scoperta che abbiamo condiviso.


Hanno collaborato a questo numero:
Adele Mori, Alessandra Morgillo, Andrea Mihaiu, Benedikt Haufs, Beno, Bruno Mazzoleni, Carlo Nani, Corrado Lucini, Dicle, Emanuele Bassi,  Fausto De Bernardi, Fabio Pusterla,  Flavio Casello, Gabriele Fusetti, Giacomo Meneghello, Gioia Zenoni, Giovanni Rovedatti, Giuliano Giacomella, Jean Malka, Kim Sommerschield, Luciano Bruseghini, Luigi Zani,  Marco Bettomè, Marino Amonini, Mario Pagni,  Marzia Possoni, Matteo Gianatti, Matteo Tarabini, Mauro Premerlani, Nicola Giana, Oreste Forno, Roberto Dioli, Roberto Ganassa, Roberto Moiola, Silvano Rossotti, Stefano Roverato, Thomas Ruberto, Tiziano Azimonti.
 
Si ringraziano inoltre:
Avis Comunale di Sondrio, Andrea Sem, Enzo Vanotti, Giordano Gusmeroli, Luciano Giannitrapani (archivio Arnaldo Moreo), l’Ufficio federale di topografia Swisstopo per render pubbliche e fruibili importantissime documentazioni storiche, tutti gli intervistati e quelli che ci hanno accompagnato nelle gite, i/le top model, la Tipografia Bonazzi, gli edicolanti che ci aiutano nel promuovere la rivista, gli sponsor che credono in noi e in questo progetto... e tutti quelli che ho dimenticato di citare.
 
Un saluto speciale a:

El Belgio e Giancarlo.

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